Una città in fermento, blindata e concentrata per l’avvio delle Olimpiadi Invernali, avvolta da un cielo grigio e da una pioggia sottile che accompagna il ritmo frenetico dei giorni importanti. In questo scenario sospeso, lo spazio Martino Crespi Eventi, in Piazza Pio XI, si è trasformato in un rifugio di piacere e bellezza grazie alla seconda edizione di “Sboccia l’Amore con Brachetto d’Acqui e Acqui Rosé” (ti avevamo raccontato la prima edizione qui), l’evento firmato dal Consorzio Tutela Vini d’Acqui.

L’atmosfera milanese riscaldata dal Brachetto d’Acqui
Un pomeriggio che ha saputo cambiare atmosfera, riscaldando Milano attraverso il dialogo tra vino, cioccolato e convivialità. Protagonista assoluto, il Brachetto d’Acqui DOCG, che si è preso la scena con naturalezza: il colore rosso rubino intenso, il profumo aromatico ricco di note fruttate e floreali, un sorso equilibrato, con dolcezza misurata e un tenore alcolico contenuto. Non a caso è stato designato Vitigno dell’Anno 2024 dalla Regione Piemonte, riconoscimento che valorizza i vitigni autoctoni e il loro legame profondo con il territorio.

Accanto a lui, l’Acqui Rosé DOCG ha raccontato un’altra sfumatura del Monferrato: un luminoso rosa cipria nel calice, profumi eleganti di fiori e piccoli frutti rossi, freschezza equilibrata e tannino moderato. Nato sulle colline del Monferrato, territorio Patrimonio dell’Umanità UNESCO, l’Acqui Rosé si esprime in versioni ferme e spumanti, rappresentando un modo autentico e contemporaneo di intendere il vino italiano.
L’incontro tra il cioccolato e la firma di Ernst Knam
Il momento più atteso del pomeriggio ha preso forma con l’ingresso in scena di Ernst Knam, Maître Chocolatier e firma indiscussa dell’alta pasticceria, protagonista di un esclusivo live show cooking. Un incontro costruito sull’equilibrio, mai sull’eccesso, dove vino e cacao hanno dialogato in modo elegante e sorprendente.
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Due praline hanno raccontato in modo emblematico questa sintonia.
La Pralina Cuore Rosso, con camicia di cioccolato fondente e ripieno di ganache al cioccolato fondente, Brachetto d’Acqui Passito e ristretto di Brachetto d’Acqui Passito, completata da un tocco di crispy al lampone. Un equilibrio perfetto tra intensità, aromaticità e freschezza.
La Pralina Cuore Rosa, con camicia di cioccolato fondente e ripieno di ganache al cioccolato bianco e Acqui DOCG Rosé, arricchita da un ristretto di Acqui Rosé DOCG, ha invece giocato su eleganza e delicatezza, valorizzando il profilo floreale del vino.

Il Brachetto d’Acqui non è rimasto in secondo piano, ma ha sostenuto il cacao con carattere e misura, dimostrando come l’abbinamento con il cioccolato possa essere contemporaneo, dinamico e raffinato. Non un semplice finale dolce, ma un vero dialogo sensoriale.

Un Consorzio che da oltre trent’anni tutela il Brachetto d’Acqui
La forza dell’evento si è rivelata nel clima che si è creato intorno ai calici: produttori, sommelier e appassionati hanno condiviso assaggi e impressioni in modo diretto, trasformando la degustazione in un’esperienza vissuta e partecipata.
Nel racconto di Paolo Ricagno, Presidente del Consorzio Tutela del Brachetto e Vini d’Acqui, intervistato da Adua Villa (alias Globetrottergourmet), giornalista ed enogastronoma che ha condotto l’evento con competenza ed eleganza, è emersa chiaramente la visione che guida la denominazione: un vino che non chiude, ma apre. Apre la serata, apre il dialogo, apre nuove possibilità di abbinamento.

Fondato nel 1992 ad Acqui Terme, il Consorzio Tutela Vini d’Acqui tutela e regolamenta da oltre trent’anni la denominazione, assicurando uno sviluppo coerente e consapevole del Brachetto d’Acqui e dell’Acqui DOCG nei loro diversi stili. Un lavoro silenzioso ma fondamentale, che permette a questi vini di restare fedeli alla loro identità e allo stesso tempo perfettamente a loro agio nel presente.
A chiudere l’esperienza, un aperitivo sabaudo di grande personalità, che ha proposto l’insolito incontro tra il formaggio Roccaverano DOP e la cugnà al Brachetto d’Acqui, mettendo in luce la sorprendente duttilità del vino anche in chiave gastronomica. “Semplicità non è mai banalità”: il Brachetto d’Acqui DOCG lo dimostra così, con eleganza e leggerezza, conquistando senza chiedere attenzione. Un vino che non si limita a farsi degustare, ma che si ricorda per come ti fa sentire. E, in un pomeriggio milanese grigio e piovoso, ha fatto decisamente sbocciare l’amore.




















































