Siamo tornati in questa splendida location a inizio giugno, dopo mesi di attesa, sapendo già che la stagione 2026 avrebbe portato qualcosa di nuovo. Villa Làrio non si è semplicemente riaperta: si è reinventata, con la sicurezza di chi sa già di avere ragione.

Villa Làrio – Undici anni di discrezione premiata
Nata nel 2015 da un restauro visionario di un palazzo del XIX secolo a Pognana Lario, Villa Làrio ha costruito negli anni la sua reputazione sul silenzio. Non sul clamore. Diciannove suite distribuite in quattro edifici — Il Palazzo, Villa Bianca, il Padiglione, la Garden Suite, due ettari di giardini privati, cedri secolari che ombreggiano percorsi di ghiaia bianca, e un pontile privato da cui si salpava verso il nulla di un mattino di luglio. Non era un hotel. Era ed è una casa. La casa di qualcun altro, di cui per qualche giorno si diventa gli ospiti privilegiati.
I riconoscimenti arrivati nel 2025 hanno semplicemente reso ufficiale quello che chi c’era aveva già capito di Villa Làrio: la Chiave Michelin, le 2 Forchette del Gambero Rosso 2026, la menzione di Condé Nast Traveller tra i migliori hotel del Lago di Como. Applausi meritatissimi. Ma la proprietà non si è fermata lì.

Casa Làrio, Bottega & Cocktails: il nuovo capitolo
La novità della stagione si chiama Casa Làrio, Bottega & Cocktails, e già dal nome si capisce l’intenzione: togliere formalità senza togliere qualità. Uno spazio all’interno del Palazzo, quella reception di 250 metri quadri con soffitti a cinque metri e il lungo terrazzo sul lago, si trasforma in un ritrovo di gusto aperto tutti i giorni dalle 12.30 alle 22.00, accessibile anche in barca attraverso il pontile privato.
Non è un ristorante nel senso convenzionale del termine. È qualcosa di più difficile da costruire: un posto dove si sta bene senza che nessuno te lo debba spiegare.
A firmare la proposta gastronomica è Davide Maci, executive chef di Villa Làrio, già artefice della cucina di Villa Bianca, che rappresenta il ristorante fine dining della struttura. Maci è un uomo che ha girato il mondo, da Gordon Ramsay al Trianon Palace di Versailles, Pierre Gagnaire allo Sketch di Londra, l’Hotel Eden di Roma, il Palace di St. Moritz e che ha deciso di tornare “a casa”, sul lago che lo ha formato. La sua filosofia è dichiarata in modo esplicito: il Mediterraneo non è una regione geografica, è uno stato d’animo.
A Casa Làrio lo si vede nella concretezza dei piatti: pizza artigianale a lievitazione lenta, pesce crudo con lime e peperoncino, una tigella barese di riso con gamberi, cozze e zucchine che arriva al tavolo direttamente nella padella. “La sala da pranzo deve tornare a essere protagonista”, dice Maci. “Spiega il piatto, serve al tavolo, racconta l’esperienza.”

Il tramonto a Villa Làrio come rito, il cocktail come cerimonia
Sarebbe un peccato parlare di Villa Làrio senza citare il Botanical Bar ed il tramonto che lo accompagna. Il concept Garden-to-Glass nasce dai due ettari di giardini della proprietà: erbe aromatiche coltivate in loco, lotti e cordiali fatti in casa, una miscelazione attenta allo zero waste che non suona mai come un manifesto ideologico, ma semplicemente come buon senso tradotto in bicchiere.
L’aperitivo sul lago, che si tratti della terrazza de Il Palazzo, del parco di cedri o del nuovo “bar sospeso” sull’acqua con le amache è uno di quegli appuntamenti che chi viene al lago dovrebbe considerare obbligatorio almeno una volta nella vita. E Villa Làrio è l’unica struttura sulla sponda orientale che regala la vista del tramonto nella sua interezza. Un privilegio geografico trasformato in esperienza.

The Edit: lusso in pop-up
Dal 10 giugno ha aperto anche The Edit, un pop-up store con una selezione di fashion brand internazionali di lusso ed eccellenze enogastronomiche italiane. Un angolo a metà tra una boutique e un mercatino raffinato, aperto agli ospiti della villa e ai visitatori locali che amano lo stile.
Slow stay a Villa Làrio
Quello che colpisce di Villa Làrio e che rende sempre piacevole tornarci è che il lusso qui non viene annunciato: si mostra. Nessun eccesso, nessuna dimostrazione di forza. La piscina a sfioro sulla scogliera, lo yoga mattutino sotto i cedri, le sessioni di kayak, i tour in barca Riva, i cestini da picnic con le delizie della cucina di villa da gustare su qualche promontorio dimenticato. Tutto parla la stessa lingua: quella di chi vuole fermarsi, davvero.
Villa Làrio ricorda a tutti che il vero lusso è ancora il tempo. E il tempo, sul Lago di Como, quando la luce cambia e l’acqua comincia a brillare di arancione, vale quanto nessun altro posto al mondo.





























































