Dici Chiaretto di Bardolino ed il pensiero va subito ad un aperitivo in piscina, ad una festa di Ferragosto e al rosso di un tramonto estivo che si tuffa nel rosato nel calice. Eppure c’è un’azienda in quel di Cavaion Veronese fermamente convinta che il rosé sia un vino fatto non solo per durare nel tempo, ma che possa essere bevuto tutto l’anno, anche in inverno. Sto parlando di Le Fraghe, guidata da Matilde Poggi, da cui ho potuto degustare il Chiaretto di Bardolino in maniera molto interessante con una verticale che ha avuto come protagoniste le annate 2023, 2021 e 2020.

Le Fraghe, un’azienda di famiglia dal 1984
Una trentina di ettari di vigneto vinificato con varietà di corvina, rondinella e garganega. Matilde Poggi guida un’azienda biologica certificata dal 2009 e crede che il compito dei contadini sia quello di preservare il territorio dove si lavora. Ci troviamo in una zona ventilata su terreni morenici ricchi di minerali. Queste sono zone soggette a mancanza di acqua quindi viene data grande attenzione al lavoro in vigna. Il grosso della produzione è dedicato al Bardolino, nella versione rossa e rosa. Matilde non usa il legno, prediligendo materiali neutri come l’acciaio, le ceramiche, le anfore di terracotta ed cemento non vetrificato. Tutto pur di non coprire il duro lavoro in vigna che deve essere preservato. Anche i lieviti non vengono usati, sempre per lo stesso motivo.

Chiaretto di Bardolino: Rodon e Traccia di Rosa
Devi sapere che Rodon in greco antico significa rosa e che la madre di Matilde non solo si chiamava Rosa, ma amava firmarsi proprio Rodon. Si tratta di un vino vinificato in acciaio composto dall’80% da uve corvina e dal restante 20% rondinella. Macerazione di poche ore a bassa temperatura, fermentazione spontanea a 17 °C. Imbottigliamento nei primi mesi dell’anno successivo. Traccia di Rosa, invece, viene vinificato in cemento per 12 mesi ed è composto al 90% da uva corvina e dal 10% di rondinella. Tra le due etichette, sicuramente è questa pensata per durare di più nel tempo, ma vediamo le peculiarità delle tre annate.

2023, un’annata che ha regalato un’eccellente qualità
Questa fu un’annata non molto piovosa che decretò che il 90% del lavoro doveva essere fatto in campagna. La vendemmia viene eseguita cercando di scegliere il momento giusto per avere un punto di acidità piuttosto alto. Il risultato è una buona maturità del frutto e belle note speziate. Con entrambe le etichette abbiamo un Chiaretto di Bardolino equilibrato, un vino che mantiene la sua freschezza ma che sa dimostrare di avere importanti potenzialità da sprigionare con il tempo.

Chiaretto di Bardolino 2021, l’annata più convincente
Sarà stata l’annata particolarmente generosa in termini di acidità, sarà stato che già c’era la prospettiva di un’annata più longeva, ma con questo rosé dopo 5 anni abbiamo un’importante parte sapida che esperime al meglio il territorio. Il colore è un rosa più intenso e, tra le due etichette, è Rodon quella che porta meglio i suoi anni. Un frutto complesso e ricco porta nel calice un vino molto interessante. Tra l’altro, è importante ricordare che la tenuta nel tempo di questi vini è difficile perché c’è poco tannino e quindi tendono ad essere instabili. Quindi questo è un risultato non facile da raggiungere.

2020, l’espressione del caldo
Nonostante alcune piogge torrenziali, fu il caldo il protagonista di quest’annata. Forse hai ancora qualche ricordo, eravamo in pieno lockdown da pandemia ed eravamo costretti a festeggiare Pasqua in casa, o al massimo in giardino, nonostante le temperature fossero già quasi estive. Ecco, Traccia di Rosa è proprio espressione di quel clima eccezionale. Un’ottima acidità, un’elegante persistenza, insomma in degustazione non diresti che è un Chiaretto di Bardolino che ha ben 6 anni. Probabilmente anche il fatto di non avere zuccheri ha contribuito alla sua longevità.

Il Chiaretto di Bardolino che non ti aspetti
E poi è arrivato il coup de théâtre: un calice nero. Ho provato un Chiaretto di Bardolino del 2013 nascosto in questo calice completamente nero in modo da non farmi influenzare dal suo colore. Va detto che questo vino non era nato con l’idea di portarlo così avanti nel tempo, eppure ha sorpreso per la sua vivacità e freschezza. Non ti dirò che questa è l’annata che mi ha convinta più di tutte, né che dovresti aspettare sempre 13 anni per aprire una bottiglia di Chiaretto di Bardolino, ma il messaggio di Le Fraghe è molto chiaro. Non fermarti al solito cliché del vino rosé da aperitivo in piscina: il Chiaretto sa essere molto più longevo, interessante e complesso.






























































