Saranno le spettacolari Salles du Carrousel del Palazzo del Louvre ad ospitare il 28 gennaio una nuova asta da sogno di RM Sotheby’s. Location storica per la casa d’asta che torna nel cuore di Parigi per proporre tre Ferrari da collezione che hanno segnato la storia. Sto parlando della Ferrari 250 GT California Spider SWB del 1960 Scaglietti, una Ferrari Dino 206 S del 1967 e nientemeno che la Ferrari F310 B del 1997, vale a dire la monoposto F1 guidata dal Kaiser Micheal Schumacher durante il Gran Premio del Belgio 1997.

Da RM Sotheby’s a Parigi la Ferrari 250 GT California Spider SWB del 1960 carrozzeria Scaglietti
Indiscusso fiore all’occhiello dell’asta di RM Sotheby’s a Parigi è una Ferrari 250 GT California Spider SWB del 1960 carrozzata da Scaglietti. Il telaio n. 1915 GT è il terzo dei soli 56 esemplari a passo corto prodotti ed è uno dei soli 39 originariamente configurati con fari carenati. Questo magnifico esemplare, considerato da molti la più ambita tra tutte le Ferrari cabrio, fu consegnato per la prima volta a Parigi, e viene messo all’asta dopo 30 anni di meticolosa cura da parte di un unico proprietario, con appena cinque proprietari documentati.

Questa Ferrari 250 GT vanta specifiche di produzione particolarmente desiderabili, confermate da copie della scheda di costruzione originale e dal “Red Book” Ferrari Classiche. Completata nel settembre 1960, fu esposta dal concessionario ufficiale Franco Britannic Autos di Levallois-Perret, in Francia, presso lo stand Ferrari al Salone dell’Automobile di Parigi dell’ottobre 1960. Originariamente rifinita in bianco con interni neri, la Ferrari fu venduta nell’ottobre 1960 a Pierre Liechti e immatricolata 663 EW 68. Successivamente, nel febbraio 1965, cambiò proprietario e una signora di nome Micheline Dalbard la registrò a Parigi prima di venderla nel 1967 a Roland Deteurtre, commerciante parigino che mantenne il possesso della 250 GT fino al 1968, per poi cederla a Roger Baillon, il quale a sua volta la vendette a Guido Bartolomeo. In un periodo precedente, l’auto fu riverniciata in una classica tonalità di rosso e rimase conservata e in gran parte intatta nel garage del signor Bartolomeo per diversi anni.

Nel febbraio 1996 la Ferrari fu venduta dal signor Bartolomeo all’attuale proprietario conferente, che affidò la 250 GT allo specialista di marca Carrozzeria Campana Onorio di Modena per un restauro completo della durata di due anni, comprendente anche una nuova verniciatura della carrozzeria che divenne rossa. Al termine di questo intervento di rinascita, la California Spider partecipò alle celebrazioni per il 50° anniversario Ferrari, che si svolsero da Roma a Modena nel giugno 1997. Nel 2008 il telaio n. 1915 GT ha ottenuto la certificazione Ferrari Classiche “Red Book”. Più recentemente, alla fine del 2025, gli interni sono stati rifoderati con pelle rossa. La certificazione Ferrari Classiche è stata riemessa nel novembre 2025, riconfermando che l’auto è un esemplare originale con fari carenati. RM Sotheby’s ha stimato il valore di questo straordinario esemplare tra 12.000.000 € e 14.000.000 €.

1967 Ferrari Dino 206 S
Il secondo esemplare di questo trio di Ferrari di grande importanza che verrà messo all’asta da RM Sotheby’s a Parigi è una Ferrari Dino 206 S del 1967, telaio n. 032. Si tratta di uno dei soli due esemplari equipaggiati con il potentissimo motore Tipo 233, che rappresenta l’ultima evoluzione nello sviluppo del propulsore Dino 206 S. L’auto è ampiamente considerata una dei prototipi sportivi più belli degli anni Sessanta, se non dell’intera storia automobilistica.

L’esemplare all’asta è l’ultimo dei soli 13 costruiti con la splendida carrozzeria Spyder disegnata da Piero Drogo e fu venduto per la prima volta a Corrado Ferlaino, celebre storico proprietario del Napoli, la squadra di calcio. Il telaio n. 032 occupa un posto speciale nella storia delle Dino, essendo l’ultimo 206 S Drogo costruito. Dei 18 esemplari totali, due furono carrozzati da Pininfarina e tre furono coupé, rendendo questo l’ultimo dei soli 13 Spyder Drogo realizzati. Si ritiene, inoltre, che sia uno dei soli due esemplari dotati di questo potentissimo motore Tipo 233, oltre all’iniezione Lucas. Secondo le ricerche, il telaio 032 partecipò a diverse cronoscalate italiane nel biennio 1966–67 e fu successivamente sottoposto a manutenzione presso la Fabbrica Ferrari nel novembre 1968, prima di essere venduto a una breve serie di proprietari italiani negli anni Settanta. Entro il 1979, il collezionista francese Pierre Bardinon aveva riunito la più grande e importante collezione di Ferrari sport prototipo mai assemblata, e il telaio 032, riconosciuto come un esemplare di eccezionale originalità, vi entrò rapidamente a far parte.

Negli anni Ottanta il telaio 032 fu venduto al noto collezionista parigino Jacques Setton, che aveva a sua volta messo insieme una delle più importanti collezioni di Formula 1, prima di cederlo al conoscitore britannico Robs Lamplough e successivamente a un altro collezionista del Regno Unito, Carlos Monteverde, che lo ha portato in gara in diverse occasioni nel Ferrari Historic Challenge. Passata poi a una prestigiosa collezione negli Stati Uniti, l’auto è stata sottoposta a un restauro completo presso la Fabbrica Ferrari, dove ha ottenuto la certificazione Red Book, che attesta la presenza del corretto motore Dino 206, del cambio suo abbinato e della carrozzeria e del telaio originali. Il telaio 032 offre al suo prossimo proprietario un’opportunità estremamente rara di acquisire quello che è ampiamente considerato uno dei prototipi sportivi più belli degli anni Sessanta. Per l’asta parigina del 28 gennaio, RM Sotheby’s l’ha stimata tra 3.800.000 € e 4.200.000 €.

A Parigi con RM Sotheby’s puoi aggiudicarti la Ferrari F310 B del 1997 guidata da Micheal Schumacher
Se sei tra i collezionisti più esigenti di monoposto di Formula 1, ecco per te una proposta di grande rilevanza storica. Poche opportunità saranno paragonabili alla Ferrari F310 B del 1997, un telaio guidato dal sette volte Campione del Mondo di Formula 1 Michael Schumacher durante il weekend del Gran Premio del Belgio 1997 e utilizzato in gara anche da Eddie Irvine nei Gran Premi d’Italia e d’Austria dello stesso anno.

L’auto fece la sua prima apparizione al Gran Premio del Belgio 1997, dove il Kaiser Micheal Schumacher scese in pista nelle qualifiche ma passò poi all’altro telaio per ottenere il terzo tempo più veloce. Il diluvio domenicale, che portò alla prima partenza nella storia della Formula 1 dietro la safety car, spinse il pilota tedesco a tornare al telaio più vecchio, meglio adattato alle condizioni di scarsa aderenza rispetto al telaio 179, ottimizzato per l’asciutto. Irvine aveva già utilizzato il telaio 179 al Gran Premio d’Australia, dove si qualificò ottavo in griglia ma fu costretto al ritiro a metà gara a seguito di un lieve contatto con la Benetton di Jean Alesi.

Il telaio 179 proposto da RM Sotheby’s fu successivamente portato come vettura di scorta ai Gran Premi di Lussemburgo, Giappone ed Europa, prima di essere ritirato dal servizio ufficiale. Venduto da Ferrari nel 1999, passò nelle mani di un ristretto gruppo di collezionisti, prima in Germania e poi negli Stati Uniti. L’auto è stata guidata in numerose occasioni durante eventi Ferrari F1, prima di essere acquisita dall’Audrain Auto Museum di Newport, nel Rhode Island, nel 2014. Più recentemente, questa Ferrari è stata guidata dal campione britannico di Formula 3 Robbie Kerr al Goodwood Festival of Speed 2019, in occasione del 50° compleanno di Schumacher.

È importante sottolineare che il telaio 179 è stato certificato da Ferrari Classiche nel gennaio 2007 e va all’asta con RM Sotheby’s con il relativo “Red Book”, oltre a numerosi ricambi e componenti. Il telaio 179 si colloca con orgoglio tra le straordinarie vetture guidate da uno dei più grandi campioni della storia del motorsport.




















































